Il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino occupa il Castello di Montesarchio, in Via Castello 1, in provincia di Benevento, e custodisce il cratere a figure rosse firmato da Assteas nel IV secolo a.C. Secondo il Ministero della Cultura si visita dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.30 e chiusura settimanale il lunedì. Nei festivi il calendario cambia: a Pasqua 2025 il giorno di riposo è slittato al martedì successivo. Conoscere la storia del castello, delle tre città sannite e del vaso trafugato rende più chiaro un percorso di sei sale.
In breve
- Telefono: +39 0824 834570; email: [email protected]
- La torre del castello si visita solo su prenotazione telefonica
- Per i gruppi conviene scrivere al museo indicando numero di partecipanti e referente
- Il museo ha aperto nel 2007, con sale disposte in ordine cronologico
Il museo nel castello longobardo di Montesarchio
La fondazione longobarda del castello si attribuisce al duca Arechi II di Benevento (758-787), che fece erigere fortezze sulle alture del ducato. I Normanni rimaneggiarono l’edificio, documentato per la prima volta nello statuto di Federico II del 1241-1246. Delle strutture medievali restano integre le fortificazioni esterne di epoca aragonese e alcune cisterne sotterranee.
Nel 1855 Ferdinando II di Borbone trasformò il complesso in carcere per detenuti politici: vi furono rinchiusi Carlo Poerio, Nicola Nisco e Sigismondo Castromediano. Dopo la seconda guerra mondiale il castello accolse un istituto per orfani, attivo fino alla fine degli anni Ottanta. La Soprintendenza ne prese possesso nel 1994.
Dal 2013 le ex celle borboniche ospitano la mostra permanente Rosso Immaginario: videoproiezioni sulle scene dipinte dei vasi animano le figure e raccontano i miti raffigurati.
Cosa vedere: il percorso espositivo
Dalla preistoria alla necropoli di Caudium
La prima sala ricostruisce il paesaggio preistorico della Valle Caudina con reperti archeologici da varie località. Si passa poi alla sezione più ampia, dedicata a Caudium, l’attuale Montesarchio. I corredi esposti coprono un arco che va dalla metà dell’VIII al III secolo a.C., dall’età del Ferro alle ultime fasi sannitiche.
La necropoli di Caudium restituisce le tracce di intensi scambi con le città greche della costa e con il mondo etrusco-campano. Spiccano i numerosi vasi figurati di produzione attica e italiota, in gran parte crateri, deposti in tombe del V e IV secolo a.C.
Il cratere di Assteas e il Ratto d’Europa
Il pezzo simbolo del museo è un cratere a calice prodotto a Paestum dal ceramografo Assteas, che vi ha lasciato la firma. Serviva a mescolare vino e acqua durante il simposio. Su un lato Zeus, trasformato in toro bianco, rapisce Europa per portarla a Creta. Sull’altro lato compare Dioniso con un breve corteo.
Il vaso emerse per caso nel 1973, durante lavori a Sant’Agata de’ Goti. Un operaio lo vendette per un milione di lire e un maialino. Come ha ricostruito il Corriere del Mezzogiorno, passò da un deposito in Svizzera al Getty Museum di Malibu, che lo acquistò nel 1981 per 380.000 dollari. Una foto Polaroid scattata dall’operaio diventò la prova decisiva per i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. La restituzione fu ottenuta nel 2005, e il cratere è esposto a Montesarchio dal 2007.
Saticula e Telesia: le altre città dei Sanniti Caudini
I Caudini erano una tribù sannita stanziata ai margini della pianura campana, tra il Taburno, la valle dell’Isclero e il Volturno. Tito Livio li nomina come popolo distinto, e il loro centro principale era Caudium, sulla via Appia tra Capua e Benevento. Presso la città l’esercito sannita guidato da Gaio Ponzio umiliò i Romani alle Forche Caudine nel 321 a.C., durante la seconda guerra sannitica. In età augustea il suo territorio passò alla colonia di Benevento.
L’ultima parte del percorso espone i materiali delle ricche necropoli di Saticula, l’odierna Sant’Agata de’ Goti, e di Telesia, oggi San Salvatore Telesino. Il cratere di Assteas proviene proprio dal territorio saticulano. Chi vuole completare la giornata può raggiungere i due borghi dopo la visita, per vedere i luoghi d’origine dei corredi esposti.
Orari, biglietti e giornate a ingresso gratuito
Le tariffe applicate dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania sono semplici:
| Tipologia | Prezzo |
|---|---|
| Biglietto intero | 5 € |
| Biglietto ridotto | 2 € |
| Minori di 18 anni | gratuito |
| Domenica al museo (prima domenica del mese) | gratuito |
| 25 aprile, per disposizione ministeriale | gratuito |
Nelle festività il museo resta spesso aperto. Nel 2025 ha accolto il pubblico a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio, con orario continuato nei giorni pasquali e chiusura spostata. Questi cambi si comunicano di volta in volta. Prima di partire controlla gli avvisi sul sito della Direzione regionale Musei nazionali Campania oppure sulla pagina Facebook del museo.
Un museo più accessibile: la mostra tattile Profondo Archeologico
Dal 30 giugno al 30 luglio 2026 la Sala del Loggiato ha ospitato Profondo Archeologico, un percorso pensato per visitatori non vedenti e ipovedenti. Lo componevano un pannello introduttivo e 25 pannelli tattili in rilievo, ciascuno dedicato a un’opera del museo. I reperti sono stati fotografati e le immagini arricchite con materiali che rendono percepibili al tatto forme, decorazioni e scene figurate. Secondo NTR24, la lettura lenta dei dettagli aiuta anche visitatori con autismo.
Il progetto, ideato da Dario D’Auria, nasce dalla collaborazione tra il Rotary Club Valle Caudina e l’associazione Benevento Inside. I promotori puntano ad aggiungere testi in Braille e audio-descrizioni. In Campania esiste già un modello di riferimento, la rete Campania tra le mani, che a Capodimonte offre itinerari tattili su prenotazione almeno 15 giorni prima.
Se visiti il museo con una persona non vedente, telefona in anticipo per sapere quali supporti tattili sono disponibili nella data scelta.
FAQ
Quanto costa un biglietto per il Museo del Sannio Caudino?
L’ingresso intero costa 5 €, il ridotto 2 €, mentre i minori di 18 anni entrano gratis. Si entra senza pagare anche la prima domenica del mese, con l’iniziativa Domenica al museo, e in alcune ricorrenze nazionali indicate dal Ministero. Il biglietto include le sale archeologiche; la torre richiede una prenotazione telefonica.
Qual è la storia di Montesarchio?
Il nome deriverebbe da Mons Arcis, il colle su cui sorge il castello. Qui si sarebbero trasferiti gli abitanti di Caudium, decaduta in epoca romana e abbandonata dopo la conquista longobarda. Nel Risorgimento la città ebbe una forte presenza carbonara: la statua di Ercole sulla fontana barocca di Piazza Umberto I ne divenne il simbolo. Oggi è il secondo comune più popoloso della provincia.
Sono Marco, giornalista turistico e consulente per l’ospitalità in Campania. Con 38 anni di esperienza di vita, amo raccontare le bellezze del mio territorio e supportare le strutture ricettive nella valorizzazione dell’accoglienza.



