La Sezione Egizia del Museo del Sannio si trova nei sotterranei del Palazzo della Prefettura di Benevento, in corso Giuseppe Garibaldi, negli stessi spazi del museo ARCOS. Raccoglie i reperti egizi originali del tempio di Iside che l’imperatore Domiziano fece erigere tra l’88 e l’89 d.C. con materiali portati dall’Egitto. Il santuario non è mai stato ritrovato. La sua storia si ricompone collegando le sale del museo con un obelisco in piazza, l’Arco di Traiano e la sede storica di piazza Santa Sofia.
In breve
- Percorso: quattro sale con proiezioni 3D
- Orario indicativo: da martedì a domenica, 9-18
- Da vedere anche fuori: l’obelisco gemello in Piazza Papiniano
- Iseo: tre ipotesi di localizzazione, nessuna confermata
Perché Benevento custodisce una collezione egizia: il tempio di Iside di Domiziano
Domiziano volle a Benevento un santuario isiaco in stile faraonico, arredato con statue prelevate in Egitto. Da qui deriva una delle maggiori concentrazioni di manufatti egizi originali d’Occidente, in gran parte sculture. La Rete Museale della provincia di Benevento lo definisce l’unico tempio faraonico d’Europa. I geroglifici dei due obelischi, tradotti da Champollion nel 1826, datano la fondazione all’ottavo anno di regno dell’imperatore e la attribuiscono al legato Marco Rutilio Lupo. Secondo Lo Speakers Corner, Benevento sarebbe la seconda città italiana per reperti egizi dopo Torino; altre classifiche divulgative assegnano quel posto a Roma.
Dagli scavi presso l’Arco di Traiano al mistero dell’Iseo
I ritrovamenti decisivi risalgono agli scavi condotti tra la fine dell’Ottocento e il 1903 vicino all’Arco di Traiano, soprattutto presso la chiesa di Sant’Agostino. Molti pezzi emersero reimpiegati in altri edifici o sparsi in città. La perdita dell’inventario del Museo del Sannio durante la Seconda guerra mondiale ha cancellato parte delle provenienze. Lo studioso tedesco H. W. Müller ha ipotizzato tre templi: uno ellenistico-romano del I secolo a.C., quello faraonico di Domiziano e uno minore per Osiride Canopo.
| Studioso | Area proposta per l’Iseo | Base dell’ipotesi |
|---|---|---|
| Almerico Meomartini | Piano di Corte, Sant’Agostino | Scoperte del 1903 |
| H. W. Müller | Cattedrale, piazza Cardinal Pacca | Posizione storica degli obelischi |
| Rosanna Pirelli | Teatro romano | Confronto con altri santuari isiaci |
Nessuna proposta ha finora trovato conferma archeologica.
Iside, la Signora di Benevento: il culto della dea nella città romana
Le iscrizioni degli obelischi chiamano Iside «grande signora di Benevento» e la invocano come Madre del dio e Signora del cielo, della terra e del mondo sotterraneo. Il culto giunse in Italia dall’Egitto tolemaico, filtrato dalla cultura greca ellenistica. Roma oscillò a lungo tra apertura e diffidenza verso questi misteri. La dea prometteva protezione ai viaggiatori e salvezza personale attraverso un’iniziazione con formule rituali di origine egizia. Nella sua iconografia ricorrono lo scettro e l’ankh, la croce ansata simbolo della vita. Per Massimo Osanna, direttore generale Musei del Ministero della Cultura, il culto isiaco «era quasi una religione monoteista». A Benevento il santuario rimase attivo almeno fino all’Editto di Tessalonica del 380 d.C., che fece del cristianesimo la religione dell’Impero.
La Sezione Egizia del Museo del Sannio all’ARCOS
L’ARCOS, Museo d’Arte Contemporanea del Sannio, aperto il 25 giugno 2005, ospita due realtà distinte. Circa 1.000 m² accolgono mostre temporanee di artisti italiani e internazionali, senza collezione propria. Lo spazio restante appartiene alla Sezione Egizia, che dipende dal Museo del Sannio.
Il percorso in quattro sale: sfingi, Horus-falco e obelischi
L’allestimento ricostruisce un tempio virtuale in 3D: si parte dall’iniziazione al culto, si attraversa l’area antistante il santuario e si arriva alla cella della dea. Pannelli illustrano ogni reperto, mentre filmati proiettati raccontano i riti. Si incontrano prima le sfingi, poi i simulacri di Horus-falco, il Thot-babbuino e le statue di sacerdoti e adoratrici. Spicca l’obelisco frammentario gemello di quello cittadino, restaurato da esperti del Getty Museum in cambio del prestito di alcuni pezzi per una mostra a Los Angeles nel marzo 2018.
Come visitarla: orari, biglietti e visite guidate
Prima di partire conviene controllare orari e tariffe sul sito della Rete Museale della provincia di Benevento, che gestisce la sezione.
- Biglietto UNICO: valido due giorni per Museo del Sannio, Chiostro di Santa Sofia, Palazzo Casiello, Sezione Egizia e Museo dell’Arco di Traiano
- Ridotto a 4 €: residenti in provincia, gruppi di almeno 20 persone, over 65, studenti con documento, soci Touring Club Italiano e CTS
A settembre 2026 il ciclo «Benevento egizia, sulle tracce di Iside» ha proposto tre appuntamenti guidati tra la città e l’ARCOS, con un laboratorio per bambini. Nel dicembre 2025 il Ministero della Cultura ha presentato un progetto di riorganizzazione del Museo del Sannio, con la collaborazione della Fondazione Museo Egizio di Torino: la Sezione Egizia dovrebbe tornare nella sede di piazza Santa Sofia.
Oltre il museo: l’itinerario della Benevento egizia in città
L’obelisco in granito rosa di Piazza Papiniano, lungo corso Garibaldi, riporta sulle quattro facce lo stesso testo di fondazione del suo gemello. Una sequenza possibile a piedi:
- Piazza Papiniano: l’obelisco di Rutilio Lupo
- Cattedrale e piazza Cardinal Pacca: l’area indicata da Müller per l’Iseo
- Museo del Sannio: nel chiostro un cantiere di restauro aperto al pubblico tratta anche pietre del tempio di Iside
- Arco di Traiano: eretto tra il 114 e il 117 d.C. in marmo pario, alto circa 15,60 m, accanto alla zona degli scavi del 1903
- Viale San Lorenzo: il Bue Apis, che il Ministero vorrebbe trasferire al riparo nel museo
Il biglietto unico copre già le tappe museali: basta pianificarle su due giornate.
FAQ
Dove si trova il museo egizio di Benevento?
La Sezione Egizia del Museo del Sannio occupa i sotterranei del Palazzo della Prefettura, in corso Giuseppe Garibaldi, all’interno del complesso ARCOS. Un progetto ministeriale prevede il suo ritorno nella sede di piazza Santa Sofia: prima della visita conviene verificare l’indirizzo sul sito della Rete Museale.
Quanto costa il biglietto per la Sezione Egizia del Museo del Sannio?
Si entra con il biglietto UNICO della Rete Museale, valido due giorni e comprensivo di altre quattro sedi cittadine. La tariffa ridotta costa 4 € per residenti in provincia, over 65, studenti e gruppi di almeno 20 persone. Il prezzo intero va controllato sul sito ufficiale della Rete Museale.
Sono Marco, giornalista turistico e consulente per l’ospitalità in Campania. Con 38 anni di esperienza di vita, amo raccontare le bellezze del mio territorio e supportare le strutture ricettive nella valorizzazione dell’accoglienza.



